Dopo aver descritto nei lavori precedenti (Vata prakriti: conosciamo insieme la tipologia eterica e Kapha prakriti: robusta, sana, pacifica, felice) le costituzioni vata e kapha, in questo articolo affronto la descrizione generale di pitta prakriti. Invito il Lettore che voglia approfondire l’argomento a consultare il libro di Robert A. Svoboda “Prakriti la struttura fisica dell’uomo”, cui mi sono ampiamente ispirato e che descrive in maniera narrativa ed avvincente le varie costituzioni individuali.
Dal punto di vista didattico descrivere questo dosha per ultimo ha una sua logica, perché le caratteristiche fisiche e psico-mentali delle persone che hanno una pitta prakriti sono approssimativamente intermedie tra le caratteristiche che contraddistinguono le persone con gli altri due dosha dominanti. Se è vero che “in medio stat virtus” (la virtù sta nel mezzo) come affermava Orazio nelle Satire e che Buddha, il più grande dei maestri spirituali, ha dato all’umanità il dharma fondato sulla Via di Mezzo, allora è lecito supporre, a un livello squisitamente teoretico, che pitta prakriti sia la migliore delle costituzioni individuali.
Pitta dosha, composto di tejas (fuoco) e jala (acqua), gestisce la secrezione di enzimi ed ormoni, la digestione intesa come trasformazione di composti fisici o psichici in materiali assimilabili, la pigmentazione e la temperatura corporea.
La persona pitta ha una struttura media con spalle e fianchi di misura regolari e articolazioni nella norma. Il torace è ben formato e lo sviluppo muscolare moderato. Altezza e corporatura sono proporzionate ed equilibrate. Riguardo alla corporatura la persona pitta mantiene di solito il proprio peso nella media, con oscillazioni di scarsa importanza. Il grasso tende a depositarsi in maniera equa in tutto il corpo.
La persona pitta ha pelle chiara, giallastra, spesso rossastra o ramata. Poiché pitta dosha è caldo e reattivo, la cute è in genere soffice e calda al tatto e la circolazione sanguigna è buona. La pelle può presentare molte lentiggini o nevi rossi e bluastri. La cute delicata e irritabile della persona pitta è predisposta agli sfoghi, ai foruncoli e ad infiammazioni come l’impetigine. La comparsa delle rughe è di solito precoce e i peli sono chiari e sottili. La persona pitta suda anche quando fa freddo a causa della sua naturale tendenza a produrre calore in eccesso. In questa persona persino le mani possono sudare. Chiunque abbia i capelli naturalmente rossi ha una buona dose di pitta dosha nella propria prakriti. Ugualmente indicativi sono i capelli chiari (biondi o biondi scuri) e l’incanutimento precoce. La calvizie precoce è sintomo di un pitta dosha squilibrato, poiché indica un alterato metabolismo del testosterone, ormone caldo e aggressivo. I capelli della persona pitta sono di solito sottili, setosi, delicati e piuttosto dritti. La seborrea ne offusca talvolta la lucentezza.Le unghie della persona pitta sono morbide, forti, piuttosto elastiche e ben formate. Il colore è rosa acceso con una sfumatura ramata dovuta all’afflusso di sangue caldo sotto la cute. Gli occhi della persona pitta sono di grandezza media e colore chiaro: nocciola, verde, azzurro e grigio. La sclerotica presenta una sfumatura rossastra, che si accentua notevolmente quando l’occhio è irritato. La persona pitta ha denti regolari e di media grandezza, tendenti alla carie e al sanguinamento gengivale. Di quando in quando la lingua può presentare una patina generalmente di colore giallo, con sfumature arancio - rossastre, e a volte è talmente irritata da sanguinare. La persona pitta ha un metabolismo elevato, una buona digestione e di conseguenza un buon appetito, gode realmente nel mangiare ed è sempre pronta a farlo, in qualunque momento della giornata. Odia saltare i pasti e diventa irritabile se non riesce a mangiare quando ha fame, né è molto propensa al digiuno. La persona pitta può saltare la prima colazione se necessario, specie quando è particolarmente impegnata nella realizzazione di un obbiettivo, tuttavia verso l’ora di pranzo inizia a manifestare irruenza e irascibilità, recuperando veramente la tranquillità solo dopo un buon pasto. Soffre di bruciori di stomaco quando è costretta a star lontano dal cibo troppo a lungo, perché il solo desiderio del cibo stimola la produzione dei corrosivi succhi gastrici. La persona pitta evacua di norma regolarmente e con frequenza; le feci sono giallastre e composte, talvolta lente o addirittura calde e brucianti, specie dopo un pasto calorico e speziato. Un colore giallo intenso o arancio nelle feci indica una forte presenza di pitta dosha. Per la maggior parte delle persone pitta alimenti come il latte, i fichi, l’uva passa o i datteri fungono da lassativi. La donna pitta ha cicli regolari, ma il flusso è intenso e dura a lungo a causa del calore innato della sua costituzione e può essere accompagnato da crampi medio forti. Il sangue è di solito color rosso brillante e intenso. La persona pitta preferisce le latitudini fredde, giacché i climi caldi sono per lui intollerabili. La produzione interna di calore da parte del suo organismo è notevole, pertanto ama dormire con le finestre aperte anche nella stagione invernale. La persona pitta, essendo a sangue caldo, è dotata di un buon desiderio sessuale. Sa quello che vuole e traduce prontamente il desiderio in azione. Forte o contenuto che sia il suo desiderio, la persona pitta è comunque capace di adeguarlo alla realtà della situazione contingente. Quando però la gratificazione è ostacolata o rinviata, l’innata irritabilità tende a rinfocolarsi. La fertilità della persona pitta rientra nella media. La persona pitta può praticare una ginnastica vigorosa, finché questa non lo surriscalda. Sa misurarsi bene con se stessa, se decide di farlo, ma spesso non ne ha voglia perché la sua natura è compulsiva e competitiva. Buoni sia il tono muscolare sia la coordinazione. La persona pitta si addormenta con facilità, ha un sonno leggero e ristoratore e si risveglia prontamente. Quando è svegliata durante la notte, si riaddormenta subito e può dormire varie notti di seguito per pochissime ore senza risentirne. Trova difficoltà ad addormentarsi quando è troppo presa dal lavoro. In genere la persona pitta ricorda quello che sogna. I suoi sogni sono appassionati o comunque intensi e coinvolgono spesso sensazioni di energia, come il calore o la luce. Di norma la persona pitta ha il controllo della propria situazione onirica: se c’è un inseguimento è lei ad inseguire, non il contrario. La persona pitta si esprime in modo conciso e coerente. E’ consapevole di ciò che intende comunicare, delle reazioni che desidera
suscitare, come della quantità e della qualità di energia che è necessario investire per ottenere le reazioni desiderate. La voce della persona pitta è vivace, spesso accompagnata da una sfumatura di impazienza nei confronti dell’ascoltatore. Le persone pitta riescono agevolmente a comunicare fra loro, ma non di rado trasformano la conversazione in una gara per avere la meglio sull’altra. Sono spesso accusati di possedere una lingua affilata. La persona pitta dominata dal calore della sua natura piccante, reagisce infiammandosi di rabbia che può manifestare all’esterno o limitarsi a bruciare internamente. La persona pitta affronta la vita con forza ed energia, preferendo dedicarsi al suo lato pratico. E’ dotata di innato coraggio e rispetto per il gioco leale; quando è di buon umore trasuda esuberanza, ma se è in preda all’ira può comportarsi in modo crudele e offensivo. Fa amicizia facilmente, specie se ne intuisce l’utilità. Manifesta di solito un’intelligenza acuta e una sottile impazienza verso chiunque non si dimostri altrettanto brillante. L’arroganza che le deriva dalla consapevolezza della propria abilità può renderla intollerante. La persona pitta si dedica alla propria evoluzione, trasformandola talvolta in una sorta di espansione dell’ego. Si tiene ben salda sulle proprie opinioni e può cadere vittima del fanatismo. Generalmente si attacca alle proprie idee fanatiche se calcola di poterne ricavare un vantaggio. I capi delle sette religiose e i loro assistenti di solito appartengono a questa costituzione. La persona pitta pianifica e realizza con metodo ed efficienza le nuove idee elaborate da chi ha una vocazione più teorica. Ama progettare l’applicazione pratica delle idee, ma è molto meno interessata ai dettagli della gestione quotidiana di un progetto o di un’impresa. La persona pitta dimentica con difficoltà. Se offesa esplode di rabbia e l’indignazione continua a covare per lungo tempo dopo che le fiamme dell’ira si sono esaurite. Spesso la persona pitta economizza il proprio dispendio energetico al fine di prolungare il risentimento. La persona pitta calcola, pianifica e organizza le proprie spese con saggezza e buon senso. Non ha paura di spendere, ma raramente cade preda dell’impulso. Inoltre spende per scopi specifici e tende a sentirsi superiore a tutti quelli che non riescono a praticare lo stesso autocontrollo. Imposta e smantella le proprie abitudini in base all’utilità che ne può trarre. Le possibili malattie della persona pitta comprendono flogosi, gastriti, ulcere, problemi epatici ed ematici. La sua vita è di media durata.